PMI ITALIANE BOCCIATE DALL’UE

Le PMI Italiane (Piccole medie imprese), secondo lo studio effettuato dalla commissione europea, non sono capaci di tenere il passo dei colleghi europei.
Il problema maggiore per le PMI italiane è quello di un ridotto accesso al credito e una scarsa internalizzazione.
La media fatta dalla commissione europea vede le piccole medie imprese made in Italy sotto la media, ben otto volte su dieci. I pagamenti sono in ritardo di ben 90 giorni.
Purtroppo la situazione non è confortante, si direbbe infatti che sia destinata a calare ancora. Lo stato non aiuta in questo periodo di forte crisi economica.

Vi sono però anche altri fattori che incidono negativamente sulla sperata ripresa delle PMI italiane.
Prima di tutto, gli imprenditori italiani (o chi vorrebbe intraprendere questa strada), si trovano in grandi difficoltà quando vanno a richiedere i finanziamenti. Difficilmente infatti vengono erogati.
C’è poi l’incasso del fatturato. L’Italia “vanta” un tempo da record: ben 117 giorni (la più alta d’Europa), mentre gli altri paesi dell’Unione Europea rimangono su una media di 53 giorni.
Dobbiamo poi affrontare un’altra questione. Le PMI italiane devono parte delle loro difficoltà a tutte quelle microimprese che contano meno di 10 dipendenti. Contiamo che l’Italia ha un 94%. L’Unione Europea un 92%.
Nonostante riescano in parte a tamponare il problema di disoccupazione, offrendo dei nuovi posti di lavoro, le statistiche ci mostrano come le microimprese hanno una stagnazione rispetto alla media decisamente maggiore.

Le esportazioni poi sono scese del 12% tra gli anni 2008 e 2010. Il rapporto esportazioni – importazioni è all’incirca del 104% nel 2010. La competitività delle imprese Made in Italy ha subito un netto peggioramento.

Analizziamo adesso il settore manifatturiero. C’è stato un calo del 15% nelle esportazioni all’interno dell’ Unione Europea da parte delle PMI. Le imprese più grandi solo del 10%.

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