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A Firenze le CdC scelgono TINNOVA per la conciliazione online

October 5, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: conciliazione, impresa, pmi 

 

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A Firenze le CdC scelgono TINNOVA per la conciliazione online

Cresce il numero delle Camere di Commercio che scelgono TINNOVA, Azienda Speciale delle Camere di Commercio di Firenze e Prato, per la gestione della conciliazione online. Oltre a Varese, anche le Camere di Commercio di Cremona, Lodi e Bergamo hanno aderito a CONCILIA flow, il servizio online per la gestione dell’attività dell’ufficio, delle procedure di conciliazione e dell’elenco dei conciliatori, e a CONCILIA clic, il servizio online per la trasmissione e la ricezione delle comunicazioni fra gli operatori dell’ente gestore e gli utenti coinvolti nella conciliazione.
Con le procedure di conciliazione su piattaforma web cresce la possibilità di comporre in modo rapido e gratuito le problematiche fra le parti.
La condivisione degli stessi strumenti informatici consente inoltre una maggiore interazione e sinergia fra gli uffici camerali, a vantaggio dell’utente.


Fra le Camere di Commercio e i Corecom che utilizzano i servizi online di conciliazione figurano le Camere della Toscana, le Camere del Piemonte, la Camera di Commercio di Napoli, la Camera di Commercio di Varese, la Camera di Commercio di Viterbo, la Camera di Commercio di Verona, la Camera di Commercio di Macerata, la Camera Arbitrale di Roma, la Camera Arbitrale di Venezia, il Corecom Regione Toscana e il Corecom Regione Abruzzo.

Per info è possibile contattare TINNOVA, Azienda speciale per l’innovazione tecnologica delle Camere di Commercio di Firenze e Prato, all’indirizzo e-mail: a.borri@tinnova.it


Pmi e Camera di Commercio. L’arbitrato amministrato: la Camera di Commercio risponde

September 19, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Arbitrato e Conciliazione, pmi 

 

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L’arbitrato amministrato: la Camera di Commercio risponde

Mercoledì 30 settembre presso la Camera di Lodi dalle ore 15,00 alle ore 18,00 – nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Operazione Porte Aperte” – la Camera di Commercio di Lodi organizza l’evento “L’arbitrato amministrato: la Camera di Commercio risponde”.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Ente Camerale di Lodi e la Camera Arbitrale di Milano che assieme promuovono l’arbitrato sul territorio e assieme gestiscono e amministrano le procedure arbitrali.
Avvocati, commercialisti, notai, giuristi d’impresa, imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria e, in generale, chiunque sia interessato all’arbitrato potrà partecipare ad un incontro personalizzato con gli esperti messi a disposizione dalla Camera Arbitrale di Milano e dalla Camera di Commercio di Lodi: funzionari, consiglieri e arbitri della Camera Arbitrale.
Non si tratta, dunque, di un convegno o di un seminario di studi ma di un incontro della durata di circa 10 minuti durante il quale il partecipante potrà richiedere informazioni o assistenza personalizzata in relazione ai temi dell’arbitrato: dalla redazione della clausola compromissoria più idonea da inserire in contratto ai requisiti per la scelta dell’arbitro migliore, da come si svolge concretamente la procedura presso la Camera al ricevere un preventivo di costi dell’eventuale arbitrato.


Il panel degli esperti sarà formato sulla base delle richieste di informazione e di assistenza che perverranno in anticipo alla Camera di Commercio di Lodi.
Chi intende partecipare dovrà iscriversi contattando l’Ente Camerale almeno 5 giorni prima della data dell’evento e precisando il tipo di richiesta o di informazione. L’evento è limitato alle prime 30 richieste di partecipazione che perverranno alla Camera.

Camera di Commercio di Lodi, tel. 0371.4505203-223-244, fax: 0371.431604, e-mail: mercato@lo.camcom.it


PMI e credito. Banche Popolari e Confederazioni delle Pmi e dell’artigianato, insieme contro la crisi

September 16, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Azienda produzione, Credito, banche, pmi 

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Banche Popolari e Confederazioni delle Pmi e dell’artigianato, insieme contro la crisi. Il Presidente Malavasi alla firma del protocollo d’intesa per sostenere protocollo d’intesa per sostenere le esigenze creditizie e di assistenza finanziaria delle imprese

È stato firmato oggi a Roma, nella sede dell’Assopopolari di piazza Venezia, un protocollo d’intesa per promuovere sul territorio, tra le banche del settore e le Confederazioni dell’Artigianato e delle Pmi, accordi operativi finalizzati a sostenere le esigenze creditizie e di assistenza finanziaria delle imprese.
Il protocollo è stato sottoscritto dal Presidente di Assopopolari Carlo Fratta Pasini, dal Presidente di CNA Ivan Malavasi, dal Presidente di Confartigianato Imprese Giorgio Natalino Guerrini e dal Presidente di Casartigiani Giacomo Basso. L’accordo va ad aggiungersi all’Avviso comune, sottoscritto il 3 agosto scorso dall’ABI, dal Ministro dell’Economia e dalle Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI, al quale le Banche Popolari hanno già aderito. In occasione della firma dell’intesa, il Presidente dell’Assopopolari e i vertici delle tre Confederazioni ne hanno sottolineato la valenza strategica, rilevando che le Banche Popolari hanno consolidato uno stretto legame con le imprese radicate sul territorio. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle banche popolari è destinato alle Pmi e che il 95 delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese.


Nel merito l’Accordo prevede che l’Assopopolari e le tre Confederazioni artigiane promuovano:

accordi operativi volti a introdurre elementi temporanei di flessibilità nella gestione dei rimborsi rateali dei crediti verso imprese “in bonis”, impegnate in processi di ricapitalizzazione, anche tramite la sospensione parziale o totale della rata di rimborso per un periodo dai 12 ai 18 mesi;

sostegno alle esigenze di cassa delle imprese e per la rinegoziazione delle loro esposizioni a breve;

sviluppo di forme di finanziamento dei nuovi investimenti che tengano conto, nei piani di rimborso, dei prevedibili profili temporali dei flussi di cassa derivanti dagli investimenti effettuati;

forme e modalità di assistenza e consulenza finanziaria congiunta, Banche Popolari a Associazione-Confidi, finalizzate all’ottimizzazione del profilo finanziario dell’impresa;

individuazione di prassi condivise nell’approccio e nella gestione dei casi di crisi aziendali;

fornitura dei prodotti e assistenza alle Associazioni e ai Confidi del sistema FEDART FIDI da parte delle strutture specializzate del Credito Popolare, in merito a specifici profili di operatività (factoring, leasing, recupero credito, back office).

In attuazione del protocollo, la cui durata è fissata fino al 31 dicembre 2010, prorogabile di anno in anno, le Parti hanno attivato un Tavolo di coordinamento nazionale per definire le linee di azione concreta ed il monitoraggio delle stesse. Saranno, poi, a livello locale le singole Banche del sistema del Credito Popolare e le strutture territoriali di CNA, CONFARTIGIANATO e CASARTIGIANI a rendere operative le linee guida del protocollo, nel rispetto della propria autonomia.


PMI, IL BAROMETRO SEGNA BRUTTO

March 25, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Rilevazioni, crisi 

Silvestrini, le imprese devono saper cogliere i primi segnali di ripresa. La rilevazione trimestrale CNA conferma il peggioramento della congiuntura. Ma qualche spiraglio c’è.

E’ nuvoloso, con tendenza al peggioramento, il cielo sopra le pmi italiane. Questa, in sintesi, la previsione del Barometro della crisi, la rilevazione che CNA, la Confederazione nazionale dell’artigianato, effettua su base trimestrale su un campione di micro e piccole imprese (fino a 49 addetti) con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.

I risultati relativi al IV trimestre 2008, che includono anche le previsioni per il primo trimestre 2009, confermano il peggioramento della congiuntura, a partire dal 15 settembre scorso, data ormai fatidica della dichiarazione di fallimento da parte della banca statunitense Lehman Brothers e che rappresenta ormai uno spartiacque. Un arretramento che, come afferma il Segretario Generale CNA Sergio Silvestrini «oggi appare ancora più evidente, alla luce della forte contrazione della domanda e del peggioramento delle condizioni occupazionali». Ma c’è qualche spiraglio: ci sono piccole «ma significative» quote di imprese «che non recedono dai programmi di investimento e tengono sul versante occupazionale, a prescindere dai settori di appartenenza.

Dalla capacità di queste imprese di sapere cogliere i primi segnali di ripresa», spiega Silvestrini, «ovunque si manifesteranno nel mondo, dipenderà la riscossa dell’economia italiana». «Traghettare un’impresa verso il momento in cui i venti di recessione si saranno calmati», osserva Silvestrini, «vuol dire, per un imprenditore, saper cambiare pelle, diversificando attraverso le leve dell’innovazione e della creatività, le vere discriminanti per sopravvivere alla bufera che ha investito i mercati mondiali».

Ma vediamo in dettaglio i risultati della rilevazione.

Produzione, fatturato e ordinativi

Nel quarto trimestre 2008 le pmi associate alla CNA hanno sperimentato una brusca frenata della produzione e del fatturato che ha interessato rispettivamente il 37 e il 39% delle aziende. intervistate. Per quanto riguarda le vendite, la contrazione ha riguardato in maniera simile sia la componente interna della domanda sia quella estera.

Un dato ancor più negativo riguarda i giudizi sull’andamento degli ordinativi: il 2008 certa tenuta emerge invece per gli investimenti (saldo -4): la percentuale di imprese che ha realizzato spese per investimenti è risultata infatti ampia e prossima ai due terzi del campione. Deludente l’andamento della redditività aziendale, con un saldo pari a -18. Da rilevare comunque che alla fine dello scorso anno, con la crisi che entrava nella sua fase più acuta, quasi il 50% delle imprese segnalava ancora una sostanziale stabilità dell’utile lordo, che risulta però in rapido peggioramento in prospettiva. Le previsioni per il trimestre in corso evidenziano infatti un approfondimento della crisi. Fatta eccezione per gli investimenti, la maggioranza assoluta degli intervistati stima una riduzione per produzione, ordinativi, fatturato totale e da esportazioni e utile lordo i cui saldi peggiorano in media di altri 15 punti.

Tra i settori, la riduzione della domanda e della produzione appare particolarmente forte nell’autotrasporto. In difficoltà appaiono poi costruzioni e manifatturiero in senso stretto (meccanica, legno-arredo e tessile-abbigliamento).
Lavoro

La forte caduta delle ore lavorate e degli straordinari di fine 2008 prelude a una riduzione più accentuata dell’occupazione nei primi tre mesi del 2009. E in effetti le attese per i primi mesi dell’anno sono allarmanti: preoccupa la crescita della quota di imprese che prevedono la riduzione delle ore lavorate e degli straordinari e, ancor più, il fatto che quasi un quarto di esse pensi di dover licenziare o non sostituire la mano d’opera.

Le maggiori difficoltà riguardano la moda e i trasporti (saldi pari rispettivamente a -20 e -38). In questo quadro non mancano esempi, seppure isolati, di aziende che hanno registrato andamenti positivi: è il caso, per esempio, del comparto installazione e impianti.
Credito

Le difficoltà di accesso al credito continuano a essere forti e riguardano non tanto il costo dei finanziamenti quanto la disponibilità degli stessi e le condizioni imposte alle imprese. Se infatti il 25% degli intervistati indica nell’aumento dei tassi di interesse praticati dalle banche il motivo del peggioramento delle condizioni di accesso al credito, questa percentuale aumenta al 31% e al 36% quando si parla rispettivamente di tempi di concessione e di garanzie richieste.

Tensioni riguardano anche le scadenze, con le imprese che segnalano una maggiore difficoltà nel disporre di finanziamenti a lungo termine. In questo caso, infatti, il saldo negativo (-16), che indica il prevalere di coloro che segnalano una minore disponibilità di finanziamenti a lungo termine, si confronta con quello più contenuto (-10) relativo al finanziamento a breve e medio termine.

Drammatico appare poi l’allungamento dei tempi di incasso dei crediti commerciali che riguarda circa la metà delle imprese. È ragionevole attendersi un peggioramento dei saldi relativi all’accesso al credito per il primo trimestre 2009 in considerazione del fatto che molta parte del credito utilizzato dalle imprese è «a revoca».

Da rilevare che le difficoltà creditizie interessano in modo trasversale tutti i settori, con un picco negativo per le imprese dell’autotrasporto che, assieme alle pmi del tessile/abbigliamento, soffrono in modo particolare l’allungamento dei tempi di incasso dei crediti commerciali.

Secondo la Cna» la ripresa dell’artigianato e, più in generale, dell’economia italiana dipenderà dalla capacità del sistema bancario di ripristinare il normale funzionamento delle politiche di accesso ed erogazione del credito».

«Sulla base delle risorse attribuite al Fondo di garanzia», aggiunge Silvestrini, «auspichiamo che le banche riaprano celermente le linee di credito ripristinando un clima di fiducia e di collaborazione costruttiva con il inondo imprenditoriale». C’è poi il fronte, particolarmente delicato, dello sblocco dei crediti verso la p.a.» Per accelerare i processi di riscossione dei crediti accumulati», sottolinea il segretario generale della CNA, «riteniamo che stato, regioni ed enti locali siano obbligati a certificare l’esistenza di un credito certo ed esigibile.

Sarebbe peraltro auspicabile un intervento della Cassa depositi e prestiti per fornire alle amministrazioni debitrici i mezzi finanziari necessari a far fronte agli impegni».
Il primo trimestre 2009

Nei primi tre mesi dell’anno in corso gli imprenditori tracciano uno scenario in ulteriore aggravamento, evidenziato dal fatto che, fatta eccezione per gli investimenti, nel complesso oltre il 50% di essi prevede una diminuzione nell’andamento di tutte le variabili aziendali rilevate. Inoltre, la contrazione delle vendite potrebbe riverberarsi pesantemente sulla redditività aziendale: l’indicatore di previsione relativo all’utile di esercizio risulta infatti pari a -54,36 punti in meno rispetto al dato di consuntivo di fine 2008.

Intanto il governo ha varato le prime misure anticrisi, anche se, lamenta Silvestrini, il piano dell’esecutivo «ha avuto un avvio piuttosto disorganico con una disponibilità di risorse che ha subito il peso di un debito pubblico tra i più elevati nel mondo». A questo si aggiunge il fatto che «le piccole imprese hanno atteso troppo prima di entrare nell’agenda dell’esecutivo, e il fattore tempo, in questi frangenti, gioca un ruolo fondamentale». Comunque, «gli interventi per le grandi opere e il recente varo del Piano casa rappresentano un passo, quantomeno, verso il rilancio dell’attività edilizia, che a nostro avviso può avere efficacia se contrassegnato da progetti di riqualificazione energetica degli edifici secondo parametri di sostenibilità ambientale. Occorre puntare, a nostro parere, anche sulle opere pubbliche di piccola entità, rapidamente cantierabili, che coinvolgono più direttamente le piccole imprese». Secondo il segretario generale CNA, poi, turi provvedimento mutuabile dal sistema statunitense riguarda la possibilità di assegnare una quota delle forniture e dei lavori pubblici alle pmi. Si tratta di una misura che richiede l’eliminazione, a monte, di alcuni ostacoli amministrativi e burocratici che impediscono alle piccole imprese di prendere parte alle gare d’appalto e, contestualmente, di riservare a queste imprese una quota degli stessi appalti. L’accesso preferenziale, in questo caso», conclude Silvestrini, «rappresenta il riconoscimento della capacità delle pmi di generare effetti positivi in termini di occupazione e produzione di ricchezza».

Risolvere il nodo della liquidità. Certezza del credito, riduzione della pressione fiscale. I punti cardine delle richieste degli artigiani, che chiedono: ora il governo passi dalle parole ai fatti.

Certezza del credito delle imprese, risolvere il problema della liquidità e ridurre la pressione fiscale alle pmi. Con interventi urgenti e operativi e risorse immediate per rilanciare l’economia. Su questi punti si delineano le richieste della Cna al governo. Esecutivo che, a questo punto della crisi, «deve passare dalle parole ai fatti». «Il governo ha fatto proposte interessanti, come l’estensione degli ammortizzatori sociali o il piano casa», spiega Enrico Amadei, direttore della divisione economica della CNA, «ma orale norme devono diventare operative.

In più, sono necessari e urgenti interventi che liberino risorse di cassa». In particolare, la CNA ha consegnato al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, un documento recante «Interventi di contrasto alla crisi economica e di sostegno allo sviluppo delle imprese», trovando da un lato la disponibilità dell’esecutivo a fare proprie le proposte, dall’altro la difficoltà a reperire risorse immediate per finanziare il sistema. «Siamo il paese che vanta la minor percentuale di pil orientata a interventi anticrisi», sottolinea Amadei, «qualcosa in più deve essere fatto. Il presidente del consiglio ci ha confermato gli interventi che il governo sta mettendo in campo, ma se non vengono liberate risorse tutte queste misure saranno solo parziali».

Nel dettaglio, i punti cardine sui quali si fonda il documento di proposte presentato dalla CNA partono dal sostegno alla domanda, che deve passare da incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato e dal rilancio dei lavori pubblici. Poi, il governo deve assicurare la liquidità, accelerando i pagamenti dei crediti verso la pubblica amministrazione, adottando una serie di misure fiscali, come l’eliminazione della prima rata di acconto 2009 delle imposte e dei contributi, la non sanzionabilità degli errori di versamento dell’acconto 2009 nella misura del 30% l’entrata in vigore immediata deI regime Iva per cassa. E, infine, riducendo i premi Inail per le imprese artigiane, così come previsto dalla Finanziaria 2007. La CNA chiede inoltre più sostegno al credito, con il potenziamento del sistema Confidi. Ma anche incentivi all’innovazione e alla patrimonializzazione, sostenendo gli investimenti, le aggregazioni e le reti di imprese, maggiore apertura dei mercati con la partecipazione delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici e lo sviluppo di nuove politiche energetiche. Inoltre, secondo la CNA, il rilancio economico passa dalla riduzione della pressione fiscale, con, in particolare, la detassazione totale o parziale degli incrementi di reddito e l’adeguamento degli studi di settore alla crisi economica. «L’attuale crisi», specifica Amadei, «va affrontata con una serie di misure che tengano conto di tutte le esigenze del sistema produttivo. Bisogna intervenire con metodologie e risorse più importanti rispetto a quanto fatto fino a oggi.

Sappiamo che in questo momento il governo ha difficoltà a reperire risorse, ma crediamo ci siano spazi, all’interno della spesa pubblica, per finanziare gli interventi necessari. Il problema della liquidità», prosegue il direttore della divisione economica della CNA, «va affrontato e risolto, così come vanno sostenute le imprese attraverso la patrimonializzazione e la riduzione della pressione fiscale. Per noi sono prioritari l’apertura degli appalti pubblici alle pmi e il superamento del patto di stabilità interno per gli enti locali virtuosi. «D’altronde», spiega Amadei, «ci troviamo di fronte a una crisi che sta investendo due settori chiave: la produzione e le costruzioni. Quindi ci vogliono maggiori risorse e tempi più rapidi perché finora gli annunci sono stati molti, ma di soldi veri se ne sono visti pochi. Continueremo a fare proposte al governo monitorando lo stato evolutivo della crisi», conclude Amadei, «e intanto proseguiamo a lavorare anche con il mondo bancario, con alcuni istituti che si stanno muovendo a favore delle pmi. Anche se rileviamo una certa difficoltà nel trasformare accordi di principio in attività giornaliera. In questo senso, chiediamo un maggiore impegno alle istituzioni affinché il flusso di credito arrivi concretamente alle pmi.»


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