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Le medie imprese e gli investimenti IT: i risultati di uno studio IBM


Le medie imprese e gli investimenti IT: i risultati di  uno studio IBM

Tra le aree di maggior interesse la gestione delle informazioni,
i social media e  il cloud computing.

Milano, 2 luglio 2009 – La IBM ha effettuato uno studio sull’orientamento delle  aziende di medie dimensioni  da cui emerge  che in generale le imprese non hanno rinunciato a realizzare i loro progetti e le loro  iniziative strategiche nell’ area dell’Information Technology.

Lo studio “Inside the Midmarket: A 2009 Perspective”,  che  nasce da un sondaggio  condotto tra aprile e maggio 2009 su 1879 aziende di 17 Paesi,  ha identificato cinque tendenze chiave:  

L’area prioritaria, secondo il 75% degli intervistati, è la gestione delle informazioni, che permette di trasformare grandi quantità di dati in preziose informazioni di business.
Tra le sfide più urgenti vi sono l’aumento dell’efficienza e della produttività (80 per cento), il miglioramento del servizio clienti (74 per cento) e l’uso più efficace delle informazioni (72 per cento).
Le imprese, nel 53 per cento dei casi,  hanno aumentato i loro budget o cambiato le priorità relativi alle attività informatiche,  e il  37 per cento  ha invece riportato un calo degli investimenti.
Malgrado la crisi economica, oltre due terzi degli intervistati stanno provvedendo o provvederanno ad attuare le loro principali priorità in ambito IT.
La maggioranza delle aziende vede  il proprio provider di servizi IT come un consulente tecnologico e informatico  o  come un consulente di business, mentre il 25% considera questo un rapporto puramente commerciale.  


Come far fronte al sovraccarico di informazioni

La gestione delle informazioni è stata identificata, dalla gran parte degli intervistati (75%), come l’area più critica per migliorare le prestazioni di business. In un periodo in cui le informazioni digitali crescono ogni giorno ad un tasso otto volte maggiore rispetto ai volumi di dati archiviati in tutte le biblioteche americane messe insieme, le organizzazioni devono individuare modi più efficaci per  trasformare tali dati in un vero e proprio network di intelligence.
Maggiore efficienza, più informazioni e un approccio “Customer-Centric”

L’83% delle medie imprese considera il miglioramento dell’efficienza una delle priorità chiave. Il potenziamento del customer service e l’ampliamento della base clienti sono anch’essi in cima alla lista delle priorità aziendali, anche se solo per il 73% degli intervistati. Altro obiettivo strategico è invece il miglioramento dell’agilità commerciale e dei processi di decision-making. Infine quasi tre su quattro intervistati danno grande importanza al miglioramento delle capacità di prevedere i trend di mercato.      
Le imprese mantengono invariati gli investimenti IT

Nonostante l’attuale clima economico, una parte sorprendentemente cospicua di aziende sta rivalutando la propria situazione finanziaria, senza però ridurre gli investimenti. Il 53% degli intervistati dichiara che i budget IT previsti dalle proprie aziende stanno effettivamente aumentando, il 14% che sono rimasti invariati mentre il 37% che stanno diminuendo. Secondo i dati raccolti dall’indagine, la gran parte delle imprese stanno mantenendo invariati o addirittura aumentando i propri budget IT per contribuire ad aumentare l’efficienza, ridurre i costi in altre aree di business o avere migliori rapporti  con i  propri clienti.

I progetti  IT vanno avanti

Oltre i due terzi delle aziende interpellate stanno provvedendo a realizzare i propri progetti  IT chiave, quali, in ordine di importanza, l’affidabilità delle infrastrutture (75%), il Disaster Recovery (72%), la gestione delle informazioni (71%) e la sicurezza (68%).    

Il sondaggio di quest’anno mette in luce l’interesse  crescente per  il cloud computing, il green IT, i social media,  tutte aree che non figuravano neanche in un’analoga indagine IBM condotta nel 2007 e che oggi sono indicate decisive per migliorare le prestazioni aziendali generali. Secondo il  sondaggio il 79% degli interpellati ha dichiarato di voler attuare o ha fissato obiettivi per attuare/ha già provveduto ad attuare soluzioni Green IT, seguite a ruota dai Social media/Web 2.0 (71%) e il Cloud Computing (69%).


Quando in Lombardia il legname viene dal Nilo

In Lombardia i titolari di impresa che lavorano nel settore del legno, di provenienza extracomunitaria, sono cresciuti del 22,9% in cinque anni, quattro volte di più rispetto a quanto accade in Italia (+5,6%). I titolari extracomunitari del settore dell’ industria del legno in Lombardia sono prevalentemente egiziani (20,7%). E tra le province specializzate nel legno arredo, la Brianza ha la più elevata concentrazione di imprese attive nell’industria del legno, fabbricazione e commercio di mobili con 9,5 imprese per Kmq, tre volte e mezzo di più di Milano (2,7 imprese per Kmq), segue Como con 1,7 imprese per Kmq e Treviso (1,3 per Kmq). E le giornate dedicate al mobile e al design generano in Lombardia solo per turismo e artigianato di servizio quasi 300 milioni di Euro, vale a dire 56 milioni al giorno. E’ quanto emerge da una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza. “Il mobile e il design – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – sono simboli ed eccellenze della Brianza, di Milano e della Lombardia. L’evento internazionale del salone rappresenta, oggi più che mai, un’occasione in più sulla strada del superamento della crisi che passa per la qualità, e cioè sulla capacità di innovare, di essere globali e di puntare sulla formazione.”


A Milano le imprese preferiscono stare fuori città

Il 53% delle imprese sceglie la cintura intorno a Milano, quasi 186mila imprese. Tra i primi comuni per numero di imprese attive spiccano Monza (11.622 imprese), Sesto S. Giovanni (5.452), Legnano (4.761), Cinisello Balsamo (4.757) e Seregno (3.865). I comuni che crescono di più dal quarto trimestre del 2007 allo stesso periodo del 2008 sono Baranzate (+26,5%), Noviglio (+11,2%), Besate (+9,2%), Bubbiano e Casarile (+8,9%).

Tra le aree della provincia si distingue la Brianza, con un peso del 17,5% sul totale delle imprese, seguita dalla Cintura Nord (12,2% sul totale) e dal Magentino Abbiatense (6,3%); mentre cresce soprattutto la zona Sud di Milano (+4% dal 2007 al 2008). Infine, tra i comprensori, vantano un’alta concentrazione di imprese Monza (con un peso del 5,9% sul totale delle imprese attive nella provincia di Milano), Cernusco sul Naviglio (4,2% sul totale), Desio (3,7%), Cinisello Balsamo (3,5%) e Rho (3,3%).
Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al quarto trimestre 2008 e 2007.
“Anche con la crisi – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano – le imprese continuano a crescere. E la ricchezza di Milano è nella forza economica diffusa e radicata sul territorio, pronta a cambiare per affrontare i momenti difficili, che in questa fase chiede aiuti. Ecco perché la Camera di commercio ha attivato una serie di interventi straordinari e finanziamenti a partire dal credito”.


Lombardia – Ottava regione più trafficata d’Europa

Grazie a un aumento della sua dotazione di strade (+2.697 km), migliora la situazione del traffico in Lombardia. La Lombardia scende infatti dal 6° all’8° posto tra le regioni più trafficate d’Europa, rispetto al 2006. La classifica europea del traffico é stato calcolata tendendo in considerazione la densità di viaggi di camion su strada e la densità dello stock di veicoli. In particolare la Lombardia è al 12° posto per quanto riguarda la densità di traffico di merci, con poco più di 6 viaggi di camion ogni km (erano 7,7) e all’8° posto per densità di stock di veicoli (436 veicoli per km rispetto ai 520 veicoli dell’ultima rilevazione). Al primo posto tra le regioni europee Brema, seguita da Amburgo e da Berlino. Tra le 20 regioni più trafficate in Europa anche la Valle d’Aosta (12°), il Veneto (15°) e il Lazio (16°). La dotazione di strade e autostrade in Lombardia sale a oltre 14 mila km nel 2007, al terzo posto in Italia dopo Sicilia e Piemonte e al 57° in Europa (+14 posizioni), ma con 76 mila km in meno rispetto alla prima regione europea (il Rhône-Alpes). A fronte di questa dotazione, la Lombardia si conferma al quarto posto tra le regioni europee per numero di veicoli registrati sul suo territorio (oltre 6 milioni) e al quinto posto per volume di camion complessivi che circolano sulle sue strade, con oltre 91 mila viaggi di camion al giorno. Milano è solo 59° per accessibilità via strada, pur mostrando un indice superiore alla media europea (147), ai primi 10 posti tutte città tedesche. Sono questi alcuni dei dati che emergono da un elaborazione della Camera di Commercio di Milano, attraverso il Lab MiM, su dati  Eurostat tratti dal rapporto “Regions: Statistical yearbook 2008 e relativi a 130 regioni europee (nel caso italiano, non sono riportati i dati relativi alle Province autonome di Bolzano e Trento). E oggi in Camera di Commercio di Milano si è tenuto il Convegno Nazionale Nimby Forum – Il passo lento. Energia, ambiente e infrastrutture in Italia.
 “Gli ultimi dati a disposizione – ha commentato Carlo Sangalli, presidente Camera di Commercio di Milano – mostrano che ci sono dei miglioramenti nel confronto europeo. Ma guai a fermarsi. Senza infatti una rete infrastrutturale efficiente l’economia di un territorio, non importa quanto produttivo, possa essere, si condanna a non correre. Dobbiamo allora fare ancora di più, promuovendo una politica dei trasporti coraggiosa e lungimirante, soprattutto in un momento di difficoltà economica in cui occorre sempre più puntare sulle infrastrutture come base necessaria per una crescente competitività europea e internazionale”.