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In Sicilia certificazioni antimafia

Purtroppo si sente parlare spesso, soprattutto al Sud, di costruzioni illegali e quindi viene da chiedersi se il decreto Legislativo 218/2012, relativo a disposizioni integrative e correttive del codice Antimafia, viene davvero preso in considerazione oppure no. In Sicilia sono stati attivati i certificati antimafia, diversi dalla visura camerale online, che bloccano gli appalti illegali.

Fino a poco tempo fà le Camere di Commercio erano competenti del rilascio del Certificato camerale integrato con la dicitura antimafia e bastavano pochi giorni per risolvere la questione.

Adesso le competenze sono passate alle Prefetture, con la conseguenza che le imprese si trovano a dover fare i conti con tempi di attesa molto più lunghi rispetto a quelli impiegati dalle Camere di Commercio che a seguito del summenzionato Decreto Legislativo non possono più rilasciare tali tipologie di certificato, con il rischio di non riuscire a produrre in tempo la documentazione necessaria per poter partecipare ad una gara d’appalto.

Ovviamente per consentire il pieno sviluppo della procedura, sarà necessario presentare le visure camerali agli enti di dovere. Infatti, alcune Prefetture richiedono in allegato alla domanda di rilascio, una copia della visura camerale subito relativa all’impresa o in alternativa una dichiarazione sostitutiva da parte del legale rappresentante della stessa.

Di certo in tutta questa situazione esiste una nota positiva, ovvero il fatto che si tratta di una circostanza che non è destinata a protrarsi troppo nel tempo, visto che sono previste le competenze volute dal legislatore, quindi si tratta solo di un passaggio intermedio prima che la banca dati nazionali antimafia venga gestita direttamente dal Ministero.

Insomma, la Sicilia si prepara un’altra volta al cambio di leggi questa volta davvero severe e che dovranno essere seguite alla lettera. Quindi preparatevi a vivere delle procedure molto lunghe se vivete in Sicilia e dovete accedere ai certificati antimafia, le Prefetture allungano i tempi per le imprese.

Una situazione che durerà ancora per molto?

Occhio alle normative per impianti elettrici

 

Aziende e Pmi devono essere a norma per tutto ciò che concerne la sicurezza, sia di impianti che di sistemi antincendio, che per tutto ciò che comporterebbe rischio per lavoratori e personale interno ed esterno. Incorrere in pesantissime sanzioni, o peggio, in disastri dovuti alla noncuranza di tali sistemi per la sicurezza di dipendenti e clienti, non è così lontano dal pericolo potenziale che queste realtà economiche corrono.

Le “morti bianche” hanno interessato da vicino le Pmi e le aziende, specie per quelle che adoperano macchinari a rischio o che svolgono attività all’aperto. Ma anche tutto ciò che riguarda l’impiantistica di riscaldamento o tutto ciò che riguarda gli impianti elettrici può divenire un potenziale rischio per personale dipendente o per clienti e utenti: ecco che la messa a norma di un impianto elettrico non diviene il mero procedimento per rispettare le normative inerenti e non incorrere in multe e sanzioni, ma, al contrario, è il vero punto di riferimento per la sicurezza nel luogo di lavoro.

La normativa attuale come il D.M. 37/2008 e il D.L. 112/2008 specificano, individua i soggetti autorizzati alla progettazione e all’installazione di impianti elettrici a norma di legge, oltre a stabilire divieti e limitazioni. Oltre la messa a norma, gli stessi impianti già installati devono essere opportunamente controllati (il D.p.r. 462/2001 disciplina le verifiche di sicurezza sugli impianti elettrici di messa a terra)

I locali commerciali, le aziende e tutti i luoghi pubblici e privati interessatti da frequenza di individui e personale devono essere messi a norma di legge per garantire la sicurezza: dunque impianti parzializzati (al fine di poter circoscrivere potenziali rischi o incendi), oppurtuni interventi di isolamento e di manutenzione (o sostituzione di quadri elettrici) e via via tutto quello che prescrive la stessa normativa sopra menzionata.

Non bisogna sottovalutare la sicurezza nei luoghi di lavori, che ci si occupi di macchinari a rischio o meno, il pericolo derivante da un impianto elettrico non a norma e non tenuto sotto osservazione è sempre molto alto.

La principali informazioni sulla visura camerale

Nel momento in cui un’azienda decide di richiedere un finanziamento, un leasing o magari fare una gara di appalto viene pretesa e esaminata la visura camerale un documento rilasciato dalla camera di commercio che documenta tutta la storia di quell’azienda.
In un certo senso la visura Camerale può essere considerata la carta d’identità di un’azienda in quanto contiene tutte le informazioni aggiornate dell’azienda in questione ed è quindi spesso richiesta prima di intraprendere affari con quest’ultima per verificarne la condizione.
E’ necessario differenziare due tipi di visure camerali ovvero quella ordinaria e quella storica, nel primo caso possiamo vedere che il documento contiene lo stato più aggiornato di un’azienda mentre nel secondo caso sono riportati anche tutti i mutamenti che la società ha subito nel corso degli anni.
I tipi di società su cui è possibile richiedere la visura camerale sono quelle iscritte presso la CCIAA competente vale a dire imprenditori individuali, alle società di persone, di capitali, ai consorzi, le società consortili, enti pubblici che svolgono attività economica, i gruppi europei di interesse economico, società costituite estero con sede amministrativa in Italia, gli imprenditori agricoli, i piccoli imprenditori e le società semplici.
Fanno eccezione tutti coloro a cui è richiesta l’iscrizione in albi tenuti da ordini e collegi professionali.
Dove posso richiedere la visura camerale?
La scelta più ovvia è quella di recarsi alla camera di commercio oppure si può sfruttare l’opportunità di chiederla on line grazie a numerosi siti, che fanno intermediari e consentono di richiedere on line appunto documenti come la visura camerale o visura catastale.
Non dobbiamo dimenticarci di specificare che la visura camerale storica non ha valore di documento mentre l’ordinaria si.

Tessile a Varese: Certificato di Tracciabilità a 19 imprese locali

Il presidente della Camera di commercio Bruno Amoroso le ha definite “lungimiranti”. Sono le prime 19 imprese tessili varesine che – durante una cerimonia svoltasi oggi pomeriggio (giovedì 7 maggio, ndr) nelle sale del Centro Congressi “Ville Ponti” – hanno ottenuto il Certificato di Tracciabilità. Aziende capaci di raggiungere l’obiettivo di costruire un sistema di etichettatura volontaria che vada oltre ai requisiti previsti dalla legge. Hanno così incorporato nelle etichette la tracciabilità permettendo al consumatore d’individuare facilmente l’ origine del prodotto, l’ecologità, la performance e la manutenzione.
“Sono imprese che hanno saputo “guardare oltre” la situazione contingente – sottolinea lo stesso Bruno Amoroso –, mettendo impegno e attenzione costanti verso le esigenze del consumatore e puntando sulla qualità produttiva. Un atteggiamento che non potrà che essere premiante nel ‘lungo periodo’. Ecco perché ho parlato di “lungimiranza” nei loro riguardi”. Non è un caso che siano aziende del Tessile Varesino – oltre 2.200 imprese con più di 20mila collaboratori – a vedersi per prime riconosciute come portatrici della tracciabilità. La proposta di un “Modello di Tracciabilità Volontaria per il Settore Tessile-Moda-Abbigliamento” nacque infatti proprio qui, nella Camera di Commercio di Varese, con il supporto tecnico del Centro Tessile Cotoniero e dell’Abbigliamento.
Una proposta che, in breve tempo, ha raggiunto tutti i principali Distretti Tessili Italiani, le cui Camere di commercio si sono riunite nell’associazione “Italian Textile Fashion”. “Si riconosce a questo sistema – conclude Bruno Amoroso – la capacità di dar risposta all’esigenza delle Pmi di caratterizzare e di dare rilievo alla propria produzione, fornendo al consumatore utili informazioni sulla qualità del capo d’abbigliamento così da metterlo nelle condizioni di fare una scelta al meglio consapevole”.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli uffici di Busto Arsizio di Centrocot (tel. 0331696.772; e-mail: patrizia.lombardini@centrocot.it ).

ELENCO IMPRESE CON “CERTIFICATO TRACCIABILITÀ”

1. Ar-Va Varese
2. Giuseppe Bellora Fagnano Olona
3. Besani Besnate
4. C. Sandroni Busto Arsizio
5. Cesare Cerana Industriale Busto Arsizio
6. Coltex Fagnano Olona
7. Divitex Divignano (sede legale Gallarate)
8. F.lli Radice Busto Arsizio
9. G.Tosi Busto Arsizio
10. Mario Cavelli Busto Arsizio
11. Masa Bolladello di Cairate
12. Penta Servizi Tessile Fagnano Olona
13. Pres’ Caidate di Sumirago
14. Sergal Busto Arsizio
15. Smalltex Lonate Ceppino
16. Tessilnova Carnago
17. Tessitura Enrico Sironi Gallarate
18. Tintoria Zerbi Busto Arsizio
19. Vago Busto Arsizio