Imprese e crisi

Le imprese e la crisi: tra gennaio e marzo rallentano le chiusure
(10mila in meno rispetto al 2009), in ripresa le aperture (4.700 in più)
Saldo ancora negativo (-16mila) ma dimezzato rispetto allo scorso anno
In recupero le società (+0,9%), continuano a soffrire gli artigiani (-0,9%)
In lieve aumento le aperture di fallimenti: +0,1 per mille rispetto al I trimestre 2009.

La crisi allenta il morso sull’economia reale e la vitalità delle imprese
italiane recupera i livelli del 2007, preannunciando il possibile ritorno alla stabilità nel corso del
2010. Sono state 123mila le imprese iscritte ai registri delle Camere di Commercio tra gennaio e
marzo di quest’anno, 4.700 in più rispetto allo stesso trimestre del 2009. Un dato che segna
un’inversione di tendenza apprezzabile rispetto agli ultimi due anni, segnati dall’esplosione della
crisi internazionale: nei primi tre mesi del 2008, infatti, si registrarono circa 11.800 aperture in
meno rispetto al 2007 e l’anno scorso la diminuzione rispetto al 2008 fu di ulteriori 12.200.
A questo recupero nella dinamicità delle iscrizioni ha fatto eco un sensibile rallentamento delle
chiusure che, sempre tra gennaio e marzo, sono state di poco superiori a 139mila unità, oltre
10mila in meno rispetto al corrispondente periodo del 2009. Conseguentemente, il saldo tra
aperture e chiusure di imprese nei primi tre mesi dell’anno si è attestato a –16.181 unità,
risultato che si avvicina molto a quello registrato nel 2007 e che, soprattutto, dimezza quello del
2009 quando il “buco” all’anagrafe delle imprese, nei primi tre mesi dell’anno, era stato di oltre
30mila imprese. Ripresa delle aperture e rallentamento delle chiusure hanno determinato
l’attestarsi del tasso di crescita trimestrale dello stock delle imprese al valore di –0,27% (contro il
–0,5% fatto registrare nel primo trimestre dello scorso anno), portando il numero delle imprese
presenti nei registri camerali a fine marzo al valore di 6.058.558 unità.
E’ questo il quadro di sintesi che emerge dai dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel
primo trimestre dell’anno fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta
per Unioncamere da InfoCamere – la società consortile di informatica delle Camere di
Commercio italiane – e disponibile all’indirizzo www.infocamere.it.
“Una rondine non fa primavera, ma il recupero di vitalità dell’imprenditoria italiana, in questo
inizio d’anno, è un segno concreto che l’emorragia di imprese causato dalla crisi si va arrestando
e che possiamo guardare al 2010 con più fiducia”. Così ha commentato i dati Movimprese il
Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Certo – ha proseguito il presidente di
Unioncamere – il dato sulle aperture di procedure fallimentari ci segnala che le code della crisi
continuano a produrre effetti negativi sull’attività economica e, soprattutto, sull’occupazione. Ma
la consistenza di questo fenomeno resta più fisiologica che patologica, intorno allo 0,5 per mille
su base trimestrale. Il tessuto imprenditoriale ha tenuto ai colpi più duri e ora sta ricucendo gli
strappi. Selezionando i migliori e spingendo i nuovi imprenditori a scegliere fin dall’inizio una
struttura organizzativa più robusta per affrontare meglio la competizione. In questa fase di
assestamento – ha concluso Dardanello – il ruolo delle istituzioni è essenziale per accompagnare
le imprese fuori dalla crisi, innanzitutto sostenendo le iniziative positive dei mesi scorsi sul fronte
dell’accesso al credito. E poi attuando quelle riforme indispensabili per semplificare la loro vita –
penso allo sportello unico per l’avvio delle attività – e sostenerle sui mercati internazionali”.

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